A cosa serve lamentarsi?

lamentele

Quante volte abbiamo sentito persone che si lamentano continuamente, per un motivo o per l’altro, di quanto difficile sia la loro vita, di quanto duro e complicato sia lottare ogni giorno e di quanta sfortuna avessero.
E quando dico “lamentarsi”, non sto parlando di quei casi nei quali si discute dei problemi nel tentativo di cercare soluzioni; quello è costruttivo ed encomiabile. E non mi riferisco nemmeno a quelle occasioni in cui si condividono le esperienze (comprese le delusioni) con amici o parenti. Dopotutto, parte dell’essere umani è condividere le nostre esperienze e sostenerci a vicenda.
Mi riferisco al tipo di lamentela che è controproducente; ossia lamentarsi e non fare nulla.

Molti pensano che ripetere continuamente tra sé e sé (o ad altri) le proprie sventure possa alleviare le sofferenze o porti a trovare una soluzione.
Sbagliato!
Lamentarsi è una forma comoda per non agire sul serio per cambiare la situazione, è un semplice disco rotto che non ti fa uscire dalla zona confort.
Più ci lamentiamo e più tendiamo a lamentarci.

A cosa serve lamentarsi?

Dopo un bel piagnisteo magari collettivo (eh sì, perché trovare da far comunella quando è ora di lamentarsi è la cosa più semplice di questo mondo) ci sentiamo meglio?
Dopo aver messo in piazza il nostro malcontento il problema o la situazione che ci turba, magicamente si risolve?
Perché ci lamentiamo? Ci lamentiamo perché qualcosa che ci succede o che viviamo o vediamo non ci piace, ci va stretto.
Può essere che sia una situazione ben precisa della nostra vita, il lavoro che non gira come vorremmo, la salute che fa i capricci, il figlio o la figlia con cui facciamo fatica a comunicare, il bilancio a fine mese, insomma una situazione circoscritta ci genera una sensazione di disagio di cui ci sentiamo autorizzati a lamentarci.
Ci potranno essere tante situazioni positive nella nostra vita ma concentrando l’attenzione su ciò di cui lamentarsi, si finisce per dare quella direzione a tutto il resto.
Non ci possono accadere solo cose positive, non è questione di fortuna o sfortuna, è questione di imparare ad accettare l’alternanza dei momenti, facendone tesoro per il futuro.
Lamentarci se qualcosa va storto, se la vita ci ha teso uno sgambetto, è come dire di non accettare l’insegnamento che quella difficoltà ci sta portando, l’arricchimento che ne deriverà a lungo termine.

E se allora lamentarci non è utile, perché non modifica nulla di quanto vorremmo, perché lo facciamo?
Le persone che si lamentano sempre sono quelle che tendono alla negatività, si focalizzano sui problemi, non cercano soluzioni.
Anche se provi a dargli qualche spunto utile la risposta sarà sempre: “Sì, ma…” e via a elencare la serie di scuse per cui non possono fare quella cosa.
La loro attenzione è puntata all’esterno, sulle circostanze, su ciò che non hanno.
Ti ci riconosci?
Ora, non ti sto suggerendo di sederti e ignorare tutti i problemi della tua vita. Tuttavia, piuttosto che lamentarti, è molto meglio focalizzare la tua attenzione e la tua energia su quei passi che puoi compiere per risolvere, o almeno ridurre, il tuo problema.

Come fare?
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Cosa fare per smettere di lamentarsi?

  • Acquisisci consapevolezza dei tuoi pensieri

Quando ti accorgi che qualche pensiero negativo sta attraversando la tua mente, non sentirti in colpa e non cercare di scacciarlo. Piuttosto, prendine consapevolezza e osservalo. Ognuno di noi può sempre decidere cosa pensare davanti a una determinata situazione.
Una volta identificato il pensiero negativo, chiediti: in che modo posso sostituire questo pensiero negativo con un altro più costruttivo? Che pensiero potrebbe aiutarmi a risolvere positivamente questa situazione?

  • Esplora i quanto, quando, perché e come

Capire la frequenza con cui ricorri a questo rimedio ti aiuta a capire le dimensioni del problema.
In che senso capire la dimensione del problema?
E’ necessario prestare maggiore attenzione a ciò che pensi, ciò che dici e le reazioni degli altri.
Il consiglio è quello di misurare il numero di lamenti che fai ogni giorno per qualche giorno.
Per cui ogni volta che ti lamenti con altri o tra te e te di una situazione segnatelo. Puoi segnarlo nel tuo diario se ne usi uno, o creare una nota nel tuo smartphone. Poi a fine sera vedi a quanto ammonta il totale dei lamenti giornalieri.
Poi occorre capire di cosa ti lamenti.
Occorre capire se tendi a lamentarti di cose sulle quali potresti intervenire e provare a fare qualcosa (sono sempre in ritardo, non trovo tempo per fare questo o quello) oppure di cose su cui di fatto non puoi farci niente (es.: fa caldo, piove, c’è traffico, c’è la crisi)?
Da ultimo è importante ascoltarsi e prestare attenzione allo stato emotivo in cui ci troviamo quando ci lamentiamo.

  • Assumiti la respons-abilità

Quando decidiamo di incolpare gli altri, di sentirci vittime indifese e senza speranza, stiamo rinunciando alla nostra zona di potere. E più lo faremo più ci avvieremo verso un cambiamento di tipo peggiorativo o involutivo. Assumere un atteggiamento respons-abile significa, invece, riappropriarsi dell’abilità di rispondere agli eventi. Vuol dire usare la nostra abilità di cambiamento. Assumere la respons-abilità non significa assumere la colpa di qualcosa che ci accade, ma essere in controllo sul nostro modo di agire e di reagire.

  • Pensa a ciò che desideri

È molto importante fare attenzione ai messaggi che mandiamo al nostro inconscio. Leggete attentamente queste parole: “NON pensate a un elefante bianco, NON pensate assolutamente a un elefante bianco.”
E ora ditemi, a che cosa avete pensato?
È importante imparare a comunicare con chiarezza e positività le nostre intenzioni per arrivare alla meta che ci siamo proposti. Le redini della nostra vita sono sempre nelle nostre mani, ricordiamocelo sempre.

  • Fai tre respiri profondi

Quando senti che la tempesta emotiva è vicina e stai per perdere il controllo per lasciare spazio al tuo istinto, fai tre respiri profondi. La respirazione è un’attività dall’effetto calmante immediato che riporta ossigeno al cervello e, di conseguenza, lucidità. La vita è fatta di attimi: non lasciare che le emozioni o le sensazioni del momento te la rovinino. Tutto cambia, tutto passa. Sempre.

  • Sii gentile con te stessa/o

Molto spesso chi si lamenta ha un rapporto molto severo con se stessa/o. Pensa di non essere degna/o di meritare tutte le cose belle che la vita ha da offrire, vive in un’ottica di scarsità dove le scelte di azione sono limitate e si sente vittima degli eventi. Cambiare un’abitudine così radicata come la tendenza a lamentarsi richiede tempo e pazienza. Non punitevi se ancora cedete alla tentazione di piangervi addosso. State imparando qualcosa di nuovo, trattatevi con tenerezza e gentilezza.

  • Riconosci ed esprimi la tua gratitudine

Chi si lamenta è bravissimo a notare tutti i lati negativi e le cose che non vanno, ma necessita di un po’ di pratica per cambiare il proprio modo di vedere le cose. Guardati intorno e inizia a notare le cose che hai e per cui sei grata/o nella tua vita: avere un tetto sopra la testa, cibo in tavola, persone che ti vogliono bene. Non è tutto così scontato. Celebra i tuoi successi, anche quelli più piccoli e all’apparenza insignificanti; sono proprio quelli che ti porteranno lontano!
A mano a mano che farai della gratitudine un’abitudine quotidiana, ti renderai conto di quante cose belle ci siano (e ci siano sempre state) nella tua vita. Esprimi gratitudine e porta colore nella tua vita!

  • Agisci

E’ fondamentale; per non lamentarsi bisogna agire. Fare qualcosa per cambiare la condizione che ti spinge a lamentarti. “Smettila di lamentarti e fai qualcosa!” Puoi essere critico di una situazione che non ti piace, ma se ti fermi alla critica allora ti stai solo lamentando, sei passivo ed in attesa che le cose cambino sole, ma temo di avere brutte notizie per te: le cose non funzionano così!

“Se non ti piace qualcosa, cambialo. Se non puoi cambiarlo, cambia il tuo atteggiamento. Non lamentarti.” cit.Maya Angelou

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